Questa è una prova
Prova delle prove
Le considerazioni di un ingegnere delle telecomunicazioni, con la passione per politica e calcio
Questo blog è vergognosamente inattivo da 3 mesi.
Non c'è una ragione specifica. Evidentemente non ho più il tempo, la voglia, la motivazione, la scusa di aggiornarlo. Indubbiamente l'imperante faccialibro ha distolto tempo e attenzione. In effetti è molto più sociale e cazzaro di un blog e forse per questo ha battuto il blog, almeno nel mio caso.
Ringrazio quindi tutti quelli che hanno dedicato qualche minuto alla lettura e al commento dei miei post!!!
Tra un mese magari lo chiudo ufficialmente.
Albertazzi
Pubblicato da
alsam
a
19.50
4
commenti
Ieri tanta amarezza... E la sensazione questa botta sarà molto lunga da assorbire. Forse prima di 10/20 anni sarà difficile pensare alla sinistra al governo.
Oggi qualche riflessione ragionata in più, ma di certo la sensazione di smarrimento rimane.
Veltroni si è dimesso e qualcuno lo critica pure per questo!
Se Veltroni non si fosse dimesso cosa sarebbe successo? Sarebbe stato criticato da tutti perchè è incapace e non si dimette neanche.
Abbiamo una classe dirigente cui piace questo sport: mandare avanti qualcuno, far finta di sostenerlo e poi fargli la guerra per prendergli il posto.
Secondo me Veltroni ha sbagliato, come ha detto lui stesso oggi, nel senso che non è stato in grado di fare il partito realmente nuovo che penso molti italiani che hanno votato alle primarie sognavano.
Ha avuto coraggio nel rompere lo schema dell'Unione, dopo la caduta del governo Prodi (a causa di Mastella, ma inutile negarlo anche per fibrillazioni a sinistra e nello stesso PD). Per qualcuno è stato un errore. Per me no. Non solo il PD avrebbe preso molti meno voti con un
altra scelta, ma l'intera area delle forze ex Unione ne avrebbe presi di meno.
Ha sbagliato molte candidature (ad esempio Colaninno e Calearo li abbiamo eletti, ma poi praticamente sono scomparsi...).
Ha provato a mettere insieme IdV e Radicali nel progetto. Purtroppo la miopia di Di Pietro (che oggi si erge ad unica opposizione dall'alto del 5% preso in Sardegna, addirittura un punto in più di aprile 2008....) e la chiara ostilità ai due "alleati" di fette importanti del PD ha vanificato questa possibilità.
E' riuscito ad organizzare in un contesto non facile una manifestazione che mi pare si possa definire di successo il 25 ottobre. Il 25 ottobre si sono dette cose importanti anche sull'identità del partito, esattamente come nella campagna delle primarie 2007 e alle elezioni
politiche del 2008.
Purtroppo tutto quello che si è detto in quelle occasioni è stato smentito il giorno dopo da questo o da quel leader.
Ha sbagliato a non arrivare a chiarimenti importanti su temi fondamentali, come qual è l'idea del PD sul lavoro, il welfare, la laicità, la politica economica.
L'ancora irrisolto nodo della collocazione internazionale del PD è solo lo specchio di queste contraddizioni irrisolute.
E poi la giustizia e la questione morale. Sulla giustizia ha alternato toni secondo me giusti contro le schifezze che sta facendo questo governo a toni pacati per non fermare "il dialogo". E poi gli sono piovuti addosso Del Turco, D'Alfonso, Margiotta, Lusetti (e tutta la
questione Napoli). Ha forse cercato di dare un segno di discontinuità, ma poi non è andato avanti. Forse perchè non voleva discontinuità, ma io penso per l'opposizione ancora di tanti nostri leader nazionali, sempre pronti ad autoassolvere i propri capicorrente locali.
In Sardegna sono stati uomini del PD a sfiduciare Soru e a costringerlo a queste elezioni. Sono andate in modo disastroso, ma forse era inevitabile. Eravamo talmente presentabili che un commercialista brianzolo con il padre sardo e che non ha nemmeno messo il suo nome nel
simbolo, è riuscito a vincere di 10 punti su Soru.
Indubbiamente ha fatto i suoi errori. E' il segretario ed è quindi responsabile di tutto ciò.
Dire che sia l'UNICO responsabile è una BALLA colossale. Penso che tutti i dirigenti nazionali dovrebbero farsi un esame di coscienza. E forse anche loro fare qualche passo indietro. O almeno un autocritica. Invece oggi nell'ultimo giorno di tiro al piccione, pensano bene di criticare Veltroni perchè si è dimesso.
"Non era il tempo"... Ma stiamo SCHERZANDO??? Già così non so che risultato avremo alle europee, ma di sicuro andare avanti altri 4 mesi in questo clima non poteva che portarci ad un risultato peggiore di quello che otterremo, per quanto brutto sarà.
Non c'è dubbio che serva un cambiamento radicale di mentalità, prima ancora che di classe dirigente.
E' così difficile discutere chiaramente e poi prendere decisioni? E poi magari il giorno dopo sostenerle tutti insieme con forza? E criticare gli avversari politici e non il proprio leader?
Non vedo nessuno al momento che sia in grado di dare questa discontinuità forte, ma non è detto che non ci sia. Ma ripeto il problema non è SOLO il leader, è l'intero gruppo dirigente che deve essere una squadra che sostiene il leader.
Non so quanti di voi si ricordano l'Ottavo Nano. In un filmato c'era una partita di calcio tra destra e sinistra. La sinistra passava il tempo a discutere e litigare, intervenivano in due sul pallone, lasciando libero un attaccante avversario, facevano autoreti o passaggi azzardati che lanciavano i giocatori di destra. Questo è ora il PD!
Per quanto tempo sarà così?
Pubblicato da
alsam
a
22.06
3
commenti
Caro Walter,
sono un militante del PD e sono stato eletto alle recenti primarie dei giovani democratici all'assemblea nazionale e faccio parte dell'assemblea costituente provinciale di Milano dei giovani democratici.
Sono veramente costernato dalla tua lettera a Repubblica (http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/testamento-bio/lettera/lettera.html) che hai inviato come replica all'articolo di oggi sulla sostituzione di Ignazio Marino come capogruppo della Commissione Sanità del Senato.
Le ragioni sono le seguenti:
1) Marino ha chiesto di essere sostituito 3 mesi. Sostituirlo ora non mi pare opportuno. Si poteva aspettare, a questo punto, l'approvazione del disegno di legge sul testamento biologico.
2) Dorina Bianchi ha votato in commissione a favore del ddl del governo (quello per far rimettere il sondino ad Eluana, sulla cui costituzionalità c'erano palesi dubbi esattamente come il decreto che il Presidente della Repubblica giustamente non ha firmato) lunedì scorso e sul ddl ora in discussione sul testamento biologico ha dichiarato: "È un testo migliorabile, soprattutto per alcuni profili quali il ricorso al notaio, ma in linea di massima condivido l'impostazione". Sarebbe opportuno che la scelta del capogruppo fosse per una persona che non sia così in contrasto con quella che dovrebbe essere la linea del partito.
3) Su questi temi etici è impossibile un compromesso. O si è per la libertà di scelta o si è per la limitazione parziale o integrale della libertà di scelta, sulla base di una convinzione personale (religiosa o filosofica che sia non fa differenza). Un partito democratico non deve certo escludere chi ha una fede, ci mancherebbe altro, ma non può dare "libertà di coscienza" sul fatto di poter dare "libertà di scelta" ai cittadini. E' un nonsense. Nessuno pretende che Binetti o Rutelli siano d'accordo con me su quale scelta fare se si trovassero, loro malgrado, in una situazione drammatica come quella che ha avuto termine in questi giorni. Loro hanno la loro opinione e io la mia, ne possiamo discutere liberamente. Però se loro votano per limitare la mia libertà di scelta, imponendo quindi per tutti i cittadini le loro opinioni, non possono fare parte di un partito democratico.
Credo che sul tema della laicità non si possa continuare con questo equivoco di fondo. Laicità vuol dire dare libertà ai cittadini di scegliere in queste situazioni controverse. Significa che lo Stato deve fare un passo indietro e garantire diverse posizioni. Se si vota per una legge che limita la libertà dei cittadini (lasciando in pratica liberi solo chi aderisce al credo della maggioranza dei legislatori), non si sta semplicemente professando la propria fede. Si sta imponendo la visione della propria fede anche a chi non crede nella stessa religione o anche a chi ci crede, ma la pensa diversamente sul tema. Si sta violando il principio di laicità.
Non dico che sia assurdo pensare che la propria fede debba in parte o totalmente ispirare le leggi, ma è più consono ad un partito che all'aggettivo democratico aggiunga l'aggettivo cristiano.
Spero che si arrivi al più presto ad un chiarimento sul tema, altrimenti credo che la disaffezione dei nostri elettori sarà sempre maggiore e sarò costretto a riconsiderare se impegnarmi per un partito che non sia chiaro su questo tema.
Ti ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di una tua risposta.
Alberto Samori
Pubblicato da
alsam
a
19.59
3
commenti
Cordoglio e solidarietà alla famiglia che è stata oggetto nei giorni e mesi scorsi e ancora lo è ora (e nei prossimi) di una violenza verbale inaudita e di accuse che meriterebbero giustizia.
Ora però è il momento del silenzio.
Pubblicato da
alsam
a
21.16
2
commenti
"Eluana potrebbe avere ancora dei figli", ha detto il nostro pagliaccio che ci governa. Una frase atroce, visto che l'unico modo sarebbe quello di uno stupro ai suoi danni. Ma si sa che il clown non ha mai delle uscite felici sugli stupri.
E poi afferma che il padre sembra avere la volontà di togliersi di mezzo una scomodità. Un affermazione agghiacciante e crudele. Tipica del personaggio in altre situazioni, ma qui davanti al dramma della famiglia da 17 anni in questa situazione risulta davvero vergognosa.
Nel sostenere la sua tesi, il buffone parla che lui non farebbe mai la scelta del padre di Eluana. E parla di "statalismo" e "burocrazia" di chi sostiene che la volontà di Eluana affermata prima dalla corte d'appello di Milano e poi dalla Cassazione debba avere attuazione. Mentre sarebbe "libertà" sostenere il mantenimento in vita di chi ha espresso prima dell'incidente questa volontà.
Si fa una grande confusione. La magistratura HA STABILITO che QUESTA ERA LA VOLONTA' di ELUANA prima dell'incidente. Non ha stabilito che Eluana o altri in simili condizione DEBBANO essere lasciati morire.
Lo statalismo, o meglio il clericalismo, è di chi invece vuole IMPORRE UNA SCELTA ALTRUI AD UNA CITTADINA ITALIANA per decreto prima (per fortuna Napolitano glielo ha impedito) e con un disegno di legge approvato con urgenza dal parlamento.
La libertà è avere il diritto all'autodeterminazione, scegliere quali cure volere e quali no, secondo il principio del consenso informato tra medico e paziente.
E' possibile che ci sia bisogna di una legge che regolamenti (senza dover ricorrere quindi alla magistratura) il testamento biologico. Se questa legge però pone vincoli, paletti burocratici e limitazioni a quali cure si possono rifiutare, se lede il principio di autodeterminazione della persona, è meglio che non sia approvata.
Pubblicato da
alsam
a
11.29
2
commenti